SORELLE MAI
Proiezioni
- Martedì 10/05 ore 21:30 - € 4,50/3,50
- Mercoledì 11/05 ore 21:30 - € 4,50/3,50
- Giovedì 12/05 ore 20:30 - € 4,50/3,50
- Venerdì 13/05 ore 20:30 - € 3,00
- Sabato 14/05 ore 20:30 - € 4,50/3,50
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Sabato 30/07 ore 21:30
Rassegna: USCIAMO AL CINEMA (Sesto San Giovanni)
TRAMA
Sei episodi di un'unica storia, girati a Bobbio in sei anni diversi tra 1999 e il 2008,raccontano di Elena, nella sua crescita dai 5 ai 13 anni, di sua madre Sara, sorella di Giorgio, e dei loro difficili rapporti. Elena vive con le zie a Bobbio, perché la madre, attrice, è sempre in giro e ritorna quando può, così come ritorna anche il fratello per ragioni diverse. Un giorno Sara decide che Elena viva con lei a Milano, lasci così il paese e si separi dalle zie, forse definitivamente...
RECENSIONI
Il cinema di Marco Bellocchio continua a mettersi in discussione. Agitato da un continuo ripensare le proprie motivazioni, ha attraversato la Storia del nostro Paese con una furia e violenza unica, scontrandosi sia con il proprio linguaggio e la stessa forma cinema sia con il discorso politico e sessuale dominante. Parabola intellettuale di raro rigore, il lavoro di Bellocchio, pur esposto in maniera drammatica rispetto ai conflitti in atto da più di quarant'anni in Italia, ha sempre ricondotto i contrasti del mondo in seno a una pratica del fare cinema che, instancabile, s'ostina(va) a voler esserne parte come pensiero dello sguardo e del filmare. Sorelle Mai, nato in seno al progetto dei corsi di Fare Cinema a Bobbio, conferma lo stato di grazia di Marco Bellocchio che da Il principe di Homburg ha messo in luce una rinnovata energia. .... Il nucleo familiare, la musica di Verdi, Bobbio e la Val Trebbia, Elena, il gioco fra la scena e i desideri, sono tutti elementi di un conflitto che Bellocchio filma in maniera serena ma non conciliata. È uno sconcertante cinema d'amore, quello di Marco Bellocchio. Che commuove per la sua capacità di perdersi sul corpo di Donatella Finocchiaro o nello scrutare Elena che accarezza un gatto. Sorelle Mai è un addio del passato che si offre come un'irresistibile ipotesi di futuro. di Giona A. Nazzaro filmtv
Marco Bellocchio lo ha girato nel corso di una decina d'anni, questo suo film inusuale. Anzi, non di un film si tratta, ma di dieci piccoli film, ognuno progettato e girato in autonomia dagli altri. Il suo lavoro inizia nel 1999, quando esce "La balia", e si conclude nel 2008, mentre sta nascendo lo splendido "Vincere". Si tratta del periodo più maturo e più grande dell'autore piacentino, che in quegli anni, estate dopo estate, torna a Bobbio, sull'Appennino. A richiamarlo nei luoghi della giovinezza è "Fare cinema", un laboratorio aperto a giovani aspiranti cineasti. Con loro, appunto, realizza i dieci cortometraggi che ora, rimontati, stanno tutti insieme in un'opera unitaria. A Bobbio, e proprio nella casa dove nel ‘65 Bellocchio girò "I pugni in tasca", vivono le due anziane sorelle Mai, insieme con la piccola Letizia (Letizia Bellocchio), figlia della nipote (Donatella Finocchiaro). Ogni tanto, da Roma, torna l'altro nipote (Pier Giorgio Bellocchio), che in quei luoghi soffre un'angoscia venata di nostalgia. Le due sorelle, del resto, ne sono prigioniere: "mai" se ne sono allontanate, "mai" hanno avuto una vita che fosse davvero loro. Ma ne sono anche le guardiane, e addirittura le sacerdotesse. È difficile non scorgere in tutto ciò riferimenti autobiografici di Bellocchio. Le sorelle del titolo sono le sue sorelle. La piccola Letizia è sua figlia. E suo, certo, è "I pugni in tasca", le cui immagini in bianco e nero spesso entrano nel montaggio gravate del peso d'una memoria antica. E però questo piccolo film inusuale non è un ritorno al passato. Tenera e colma d'affetto, "Sorelle Mai" è comunque l'opera di un autore che ha preso felicemente congedo dai fantasmi. Ed è per questo che ora li può avvolgere e abbracciare con la sua macchina da presa. Ma può anche lasciare che la corrente del Trebbia, il fiume della sua giovinezza, li porti lontano. DI Roberto Escobar, l'espresso
(...) E' come se il regista ci facesse entrare, come un artista rinascimentale, nella sua bottega, mostrandoci al tempo stesso l'inconscio dei suoi film. (...) Sorelle mai sarà per gli spettatori un'esperienza spiazzante, ma è un gioiello, profondamente personale. di Alberto Crespi - Testata: l'Unità
Il "cast" è in buona parte composto da amici, parenti, familiari di Marco: suo fratello Pier Giorgio, le sue sorelle Maria Luisa e Letizia, suo figlio Pier Giorgio, sua figlia Elena di vent'anni più piccola. Della quale queste riprese raccolte via via negli anni documentano la crescita. Dietro alle ragioni tecniche dell'usare l'universo domestico per facilitare una dimensione maneggevole e non impegnativa, e anche dietro alla libertà che in questo spirito di leggerezza viene offerta ai suoi discepoli, c'è la personalità e l'impronta forte del maestro. Il suo bisogno di riferirsi al proprio mondo per poter trasmettere qualcosa di utile, la sua incapacità di insegnare nozioni asettiche e distanti dai riferimenti che conosce e gli stanno a cuore. Dunque i sei episodietti che compongono questo stravagante film che è in realtà secondo una logica da work in progress l'aggiornamento di un precedente "Sorelle", il cui titolo dichiara un omaggio alle due anziane sorelle di Marco che a differenza di lui sono sempre rimaste a vivere in quei luoghi (le definisce "personaggi più pascoliani che cechoviani"), mescolano finzione e storia familiare, messa in scena e memoria autobiografica, oltre che attori-familiari e attori non familiari: Donatella Finocchiaro e Alba Rohrwacher. Seguendo un plot, una traccia, che trasferisce sui personaggi sensibilità e pulsioni appartenenti e appartenute a Marco Bellocchio. Soprattutto nel personaggio affidato a suo figlio Pier Giorgio, in costante bilico tra fughe e ritorni all'amato-odiato natìo borgo selvaggio. Va da sé che non vedrete un'opera maggiore, ma state certi di vedere comunque un Bellocchio doc. di Paolo D'Agostini - Testata: la Repubblica
Cast: Alba Rohrwacher, Donatella Finocchiaro, Pier Giorgio Bellocchio, Gianni Schicchi, Silvia Ferretti, Elena Bellocchio, Letizia Bellocchio, Maria Luisa Bellocchio, Valentina Bardi, Anna Bianchi
Regia: Marco Bellocchio
Genere: Drammatico
Durata: 100'
Paese (anno): ITALIA (2010)
La sala cinematografica del Bloom: un gioiellino tutto rosso..
Megasale, multisale, fantasale. Prenotazioni da casa, selezione all'ingresso. 1000 posti, tutti numerati, tutti a sedere. Effetti visivi, effetti olfattivi, effetti termici.
Schermi giganti, schermi avvolgenti. Dolby, stereo digitale. Occhiali 3D, fibre ottiche. Poltrone ergonomiche, poltrone doppie. Poggiapiedi regolabili, braccioli porta bevande. Foyer di marmo rosa, tappeti di velluto blu.
Maschere strafighe, bigliettai in giacca e cravatta. Bibite giganti, bibite macrobiotiche, bibite analcoliche. Noccioline, pop-corn salati, pop-corn dolci.
Prime, anteprime, primissime. Quaranta minuti di pubblicità.. e poi un film di merda?!?
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