PORCO ROSSO
Proiezioni
- Sabato 12/03 ore 20:30 - € 5,00
- Domenica 13/03 ore 21:30 - € 4,50/3,50
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Giovedì 30/06 ore 21:30
Rassegna: PERO (Pero)
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Venerdì 22/07 ore 21:30
Rassegna: USCIAMO AL CINEMA (Sesto San Giovanni)
PORCO ROSSO
Marco Pagot è un eccezionale pilota dell'aviazione militare italiana che durante la Prima guerra mondiale sopravvive a un misterioso e terribile incidente, in seguito al quale però subisce una straordinaria trasformazione che lo rende simile a un maiale. Le nuove sembianze lo portano ad allontanarsi dall'aviazione e dalla bella vita che conduceva, lasciando anche la fidanzata Gina, cantante in un night. Finisce così sulla cosa dalmata e con il suo aereo rosso si dedica a combattere i pirati dell'aria, iniziando una nuova vita e facendo nuove conoscenze.
L'arte è come la magia, fa volare. E Hayao Miyazaki concentra in questo cartoon del 1992 tutte le sue passioni di inventore di anime e di esperto in aeronautica per disegnare il più eccentrico personaggio della Ghibli. Porco Rosso è il nome di un aviatore italiano trasformatosi misteriosamente in maiale durante la Prima guerra mondiale, e che, diventato "mercenario" a caccia di pirati dell'aria, rifiuta di servire il regime fascista. 1929, nei cieli striati di nuvole rosa pastello, l'ex campione Marco Pagotto (in omaggio ai fratelli Pagot, creatori di Calimero) vola in spericolate traiettorie e sogna nostalgico la sua vita precedente e i compagni caduti, fantasmi di luce che levitano tra le nuvole. Il Mediterraneo fa da sfondo alle avventure di Porco Rosso, solitario abitante di un'isoletta rifugio dove nasconde il suo idrovolante, rielaborazione fantastica del Savoia S-12. Miyazaki predilige i modelli italiani e dissemina il cartoon di aerei realmente esistiti, come quello dell'ex commilitone Ferrarin (dal nome dell'ufficiale che partecipò all'idro-corsa per la Coppa Schneider nel 1926/1927) e sceglie per riparare il suo velivolo l'officina Piccolo di Milano, tra meravigliosi Navigli. Scintoismo e laicità marxista, il più grande animatore contemporaneo crea metamorfosi stilistiche ed emozionali tra Disney e i manga in questo capolavoro nato per intrattenere i passeggeri della Jal e diventato uno dei titoli più importanti del marchio Totoro (simbolo dello Studio). La metafora dell'uomo maiale ha molte interpretazioni, a partire dall'insulto fascista rivolto ai comunisti. Ma è anche allusione ironica alla sensualità innocente che lo lega a una 17enne, dalle smisurate qualità fantaingegneristiche, innamorata di lui nonostante l'aspetto bestiale. E poi, quel "porco" materializza il senso di colpa che Miyazaki si porta dentro perché durante il Secondo conflitto mondiale la sua famiglia costruiva apparecchi militari. Certo è che i suoi aerei sganciano solo bombe di pura, sublime poesia. di Mariuccia Ciotta, FilmTv
Regia: Hayao Miyazaki
Genere: Animazione
Durata: 94'
Paese (anno): Giappone (1992)
La sala cinematografica del Bloom: un gioiellino tutto rosso..
Megasale, multisale, fantasale. Prenotazioni da casa, selezione all'ingresso. 1000 posti, tutti numerati, tutti a sedere. Effetti visivi, effetti olfattivi, effetti termici.
Schermi giganti, schermi avvolgenti. Dolby, stereo digitale. Occhiali 3D, fibre ottiche. Poltrone ergonomiche, poltrone doppie. Poggiapiedi regolabili, braccioli porta bevande. Foyer di marmo rosa, tappeti di velluto blu.
Maschere strafighe, bigliettai in giacca e cravatta. Bibite giganti, bibite macrobiotiche, bibite analcoliche. Noccioline, pop-corn salati, pop-corn dolci.
Prime, anteprime, primissime. Quaranta minuti di pubblicità.. e poi un film di merda?!?
Se invece pensate che destra e sinistra non siano la stessa cosa.
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