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L'ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL

L'ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL

Proiezioni

Trama

Una mina esplode in mezzo al deserto del Marocco e, qualche anno dopo, un proiettile vagante gli si conficca nel cervello... Bazil non ha grande fortuna con le armi: la prima l'ha reso orfano, la seconda avrebbe potuto ucciderlo all'istante. Quando viene dimesso dall'ospedale, Bazil viene adottato da una banda di feroci rigattieri, dai talenti e dalle aspirazioni tanto sorprendenti quanto diversificati, che vivono in una sorta di caverna di Ali Babà. Un giorno, passeggiando accanto a due enormi edifici, Bazil riconosce il logo dei fabbricanti di armi, che hanno causato tutte le sue sofferenze e, aiutato dalla fedele combriccola di strambi compagni, decide di prepararsi per la vendetta. Soli contro tutti - perdenti che lottano contro spietati giganti industriali - rivivono, con un'immaginazione e una fantasia degne di Buster Keaton, la celebre battaglia di Davide contro Golia...

Recensione

Ha rifiutato il penultimo Harry Potter e l'adattamento del best-seller La vita di Pi. Per fortuna ha accettato L'esplosivo piano di Bazil. Jean-Pierre Jeunet torna a sei anni da Una lunga domenica di passioni e nove da Amélie Poulain. Il cuor contento Bazil (uno straordinario Dany Boon, fratello ideale di Amélie) passa la vita a scimmiottare i classici alla tv della videoteca dove lavora. Ma una sera gli sparano in testa per sbaglio. Sopravvive. Non è che il proiettile proviene da quei due trafficanti d'armi responsabili pure della morte del papà? Vendetta. Bisogna fare squadra e Bazil la trova in 7 eccentrici clochard che vivono nascosti nel ventre di Parigi come i Troglo di Delicatessen (prima regia di Jeunet). Chi parla per solo per espressioni idiomatiche, chi si contorce (anche per amore), chi cucina, chi calcola, chi costruisce, chi fa l'uomo proiettile, chi è mago del furto. Sarabanda buffissima in cui si scimmiottano Mission: Impossible e Sergio Leone con lo stesso effetto esilarante di un Bazil che mima le parole di Bogart e Bacall guardando Il grande sonno. Jeunet è un mattacchione amante dei marginali. Il suo film un gioco esplosivo.
Da Il Messaggero, 17 dicembre 2010 Francesco Alo'

Uscito in Francia ormai più di un anno fa, a un lustro di distanza da Una lunga domenica di passioni, ecco finalmente l'ultimo film di Jeunet. In una Parigi carica di colore, ma meno cartolinesca di quella di Amélie Poulain, Bazil, commesso in una videoteca e orfano di padre vittima di una mina antiuomo, finisce colpito dalla pallottola vagante di una sparatoria mentre guarda in negozio Il grande sonno di Hawks. Sarà sostituito da una ragazza che al noir preferisce l'animazione di Tex Avery e infatti la sua vita di sopravvissuto per miracolo, un po' rimbambito dalla pallottola rimastagli in testa, prende una piega cartoonesca. Bazil incontra un gruppo di artisti di strada e con loro progetta un'ingegnosa vendetta contro due fabbricanti d'armi, che metterà l'uno contro l'altro. Fiaba moderna ma non stucchevole (non mancano elementi grotteschi come una collezione di reliquie di dittatori e una sequenza in un peep show), L'esplosivo piano di Bazil è popolato di contor­sionisti, uomini cannone, dat­tilografi che parlano per proverbi e muti scultori di automi (le magnifiche sculture meccaniche sono realizzate dall'artista francese Gilbert Peyre), tutti trattati con ironia e affetto contagiosi, in un esilarante tripudio di invenzioni. di Andrea Fornasiero, FilmTv

Cast: Dany Boon, André Dussollier, Nicolas Marié, Jean-Pierre Marielle, Yolande Moreau, Julie Ferrier, Omar Sy, Dominique Pinon, Michel Crémadès

Regia: Jean-Pierre Jeunet

Genere: Commedia

Durata: 105'

Paese (anno): Francia (2009)

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