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LA PRIMA LINEA

martedì 09 febbraio - ore 21.30

Liberamente ispirato al libro di Sergio Segio 'Miccia corta'. Il comune di Milano si è distinto nell'ostacolarlo togliendo il patrocinio.

Sinossi

Rovigo, 3 gennaio 1982. Sergio è il giovane fondatore dell'organizzazione armata di sinistra Prima Linea, attiva negli anni Settanta e dispersa negli Ottanta. Deciso ad assaltare il carcere in cui è detenuta da alcuni anni Susanna, compagna d'armi e d'amore, Sergio arruola un gruppo di ex "combattenti" per abbattere il muro di cinta della prigione e coprire l'evasione. Un'esplosione fa saltare in aria il muro e comincia l'assalto. Susanna e Sergio si ritrovano, l'evasione è riuscita, ma non tutto andrà come previsto.

Note

Prima Linea (abbreviata in PL) era una organizzazione armata terrorista italiana di sinistra nata in Lombardia nell'autunno del 1976 e formalmente strutturatasi nella primavera successiva a Firenze. Per numero di aderenti e di azioni armate è stata seconda in Italia solo alle Brigate Rosse (BR).

Sergio Segio, uno dei leader, dopo aver scontato la sua condanna a 22 anni, lavora al recupero dei soggetti svantaggiati della società collaborando anche con don Luigi Ciotti. Ha pubblicato diversi articoli sulle tematiche carcerarie e nel 2005 è uscito il suo libro "Miccia Corta", che traccia la storia di PL.

Recensioni

"Fin dalla prima lettura siamo rimasti sedotti dalla sceneggiatura. L'Italia è uno dei pochi paesi che ha il coraggio di raccontare attraverso il cinema la sua storia."

- hanno detto i Dardenne, produttori insieme ad Occhipinti del film - " e a visione avvenuta crediamo si possa convenire sulla qualità e il coraggio di un film osteggiato a lungo, costretto a rinunciare a finanziamenti statali sempre altrimenti e generosamente profusi, vittima di aprioristiche e immotivate censure" .

Intorno a noi non c'era nessuno. Soli, io (Mario Calabresi) e Marco (Alessandrini), in un cinema deserto di Torino, all'ora di pranzo per vedere il film sulla storia del gruppo terroristico "Prima Linea". Marco è rimasto zitto a lungo, anche quando la proiezione del film è terminata. Poi ha cominciato ad elencare le mancanze, le licenze artistiche, a commentare i dettagli. Solo tre ore dopo si è lasciato andare: «Diciamo la verità: è un film superficiale, come superficiali erano quei terroristi degli Anni Settanta. Perdonami la franchezza: erano dei deficienti, degli idioti in senso tecnico che giocavano alla guerra. Solo noi sappiamo quanto devastanti sono state le conseguenze dei loro gesti irresponsabili».

L'omicidio del giudice Alessandrini, avvenuto il 29 gennaio 1979, è il punto di svolta del film e della storia di sangue del gruppo terroristico "Prima Linea", perché gli fece perdere qualunque sostegno e solidarietà esterna, anche se la pellicola gira intorno all'ultima azione di Segio: l'assalto al carcere di Rovigo per far evadere la sua compagna Susanna Ronconi.

Non posso nascondere che ho avuto paura, paura che qualcuno venga attratto ancora dalla violenza. C'è solo da sperare che i ventenni di oggi siano più saggi e vaccinati di quelli di ieri. Certo il film è pieno di personaggi che denunciano la follia del terrorismo, la condanna della violenza è ripetuta più volte. «Ma – aggiunge Marco Alessandrini– l'operazione è stata furba nella scelta degli attori e la loro storia d'amore tormentata li rende romantici. E poi tutte queste scene in cui camminano lenti dopo aver sparato, con le pistole in mano, in mezzo al fumo: difficile non vedere un effetto mitizzante».

Il film si conclude con la scritta che ricorda che Segio è stato condannato all'ergastolo, ma poi è definitivamente uscito dal carcere dopo 22 anni e oggi fa volontariato. Segio-Scamarcio appare sì vinto ma ha l'aria di un eroe sconfitto, coltiva dubbi dopo aver sparato in faccia ad Alessandrini ma questo non gli impedirà l'anno dopo di ripetere il gesto con il giudice Galli (e questo il film non lo racconta).

«La vita va avanti – sorride Marco mentre mi saluta - pensa che mia madre dopo trent'anni di ergastolo ha ripreso ad uscire e soprattutto ha smesso di fumare. Lo faceva in maniera accanita e continuativa, adesso mi sembra più serena. Non gliel'ho detto, ma sono molto contento per lei. Anche perché lei il film non lo vedrà ed è meglio così».

Dettagli

Cast: Giovanna Mezzogiorno, Riccardo Scamarcio, Lucia Mascino

Regia: Renato de Maria

Genere: Azione, Drammatico

Durata: 96'

Paese (anno): USA (2009)

Biglietto: € 4,50/3,50

Prossime proiezioni

giovedì 11 marzo - ore 20:30

L'UOMO CHE VERRA'

venerdì 12 marzo - ore 20:30

L'UOMO CHE VERRA'

sabato 13 marzo - ore 20:30

L'UOMO CHE VERRA'

domenica 14 marzo - ore 21:30

L'UOMO CHE VERRA'

martedì 16 marzo - ore 21:30

SOUL KITCHEN

mercoledì 17 marzo - ore 21:30

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giovedì 18 marzo - ore 20:30

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venerdì 19 marzo - ore 20:30

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sabato 20 marzo - ore 20:30

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domenica 21 marzo - ore 21:30

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