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LA NOSTRA VITA

LA NOSTRA VITA

Proiezioni

  • Martedì 12/10 ore 21:30 - € 4,50/3,50
  • Mercoledì 13/10 ore 21:30 - € 4,50/3,50
  • Giovedì 14/10 ore 20:30 - € 4,50/3,50
  • Venerdì 15/10 ore 20:30 - € 3.00
  • Sabato 16/10 ore 20:30 - € 4,50/3,50
  • Domenica 17/10 ore 21:30 - € 4,50/3,50

Trama

Un operaio (Elio Germano) viene colpito da un lutto devastante: la morte della moglie che lo lascia solo con i loro due bambini. Disperato, l'uomo trova un modo suo per elaborare il trauma e sedare il dolore, impegnandosi in una corsa forsennata all'arricchimento attraverso imprese azzardate, al limite della legalità.

Il regista

Questo attore, sceneggiatore e regista che ha reso omaggio al maestro della Nouvelle Vague François Truffaut all'interno delle sue deliziose pellicole, ha una chiave di lettura molto semplice: dirigere pellicole che siano atti d'amore fra il regista e i pubblico… una storia d'amore che naturalmente funziona se la gente si diverte e si immedesima in queste storie.

Figlio di un ottimo scrittore e nipote di un noto pittore, Daniele Luchetti ha studiato Lettere e Storia dell'Arte, frequentando la scuola di cinema Gaumont, dove ha partecipato alla realizzazione del film collettivo Juke Box nel 1985, con Barbara De Rossi, Philippe Leroy, Franco Interlenghi e Didi Perego.

Molto amico di Nanni Moretti, è stato prima suo attore in Bianca (1983) e poi è diventato il suo aiuto regista in La messa è finita (1985), passando alla regia di spot pubblicitari (Suzuki, Fiat e Galbani) ed esordendo come sceneggiatore e regista in Domani accadrà (1988), che gli permette di vincere il David di Donatello come miglior regista esordiente.

Seguiranno La settimana della sfinge (1990), dove il regista strizza l'occhio al suo autore francese preferito (Truffaut) e Arriva la bufera (1993). Tornerà attore, sempre per Nanni Moretti, in Palombella rossa (1989), mentre due anni più tardi firmerà il suo più grande successo: Il portaborse. La pellicola viene accolta bene in Italia (dove Luchetti vince il David per la migliore sceneggiatura) e viene addirittura osannata in Francia.

Sarà poi la volta del buon risultato de La scuola (1995) e, dopo una piccola parentesi come attore in Il cielo è sempre più blu (1995) di Antonio Luigi Grimaldi, eccolo dirigere Stefano Accorsi ne I piccoli maestri (1998). Collaborerà con altri autori nel film collettivo Un altro mondo è possibile (2001), seguito dalla commedia leggera e dalla sceneggiatura brillantissima Dillo con parole mie (2003) che però, disgraziatamente, è passato quasi inosservato. Si rifarà con Mio fratello è figlio unico (2007) con Elio Germano e Riccardo Scamarcio, ispirato al romanzo di Antonio Pennacchi "Il fasciocomunista", ma non è da dimenticare 12 pomeriggi (1999), memorabile cortometraggio sull'arte accompagnato da delle splendide musiche. Nel 2008 fa parte del progetto All Human Rights for All con il corto Articolo 15 – La lettera, realizzato in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani. Torna dietro la macchina da presa nel 2010 con La nostra vita, unico italiano in concorso a Cannes, di nuovo scegliendo come protagonista Elio Germano, stavolta nei panni di "Un italiano come tanti, che fa cose disoneste, imbroglia e sfrutta gli altri".

Recensioni

Il film è pieno di emozioni e di ansia, della bella musica di Piersanti e delle adorabili occhiatacce di Stefania Montorsi. Gran film, grande Elio Germano: questo Dustin Hoffman della Bufalotta ha già una nicchia nel nostro cuore. E un cuore non potevano non averlo anche i giurati di Cannes, che infatti hanno premiato Germano con la palma per la miglior recitazione (ex aequo con Bardem per Biutiful) . FilmTv

Claudio e Elena si amano, chiamano i rampolli con i nomi "esotici" che i poveri danno ai bambini, non si lamentano della modesta condizione economica. Quando la sventura si abbatte sulla famigliola, però, Claudio decide di risarcire i figli con una vita più agiata. Da muratore si converte in imprenditore edile; entrando in un mondo di compromessi e illegalità. Unico italiano in concorso a Cannes, il film racconta una storia familiare senza perdere di vista il contesto: un' Italia odierna prona al consumismo, dove dilagano il lavoro nero, il cinismo, la decolpevolizzazione generale.

di Roberto Nepoti La Repubblica

Infine un film sul mondo del lavoro, con le sue durezze. E pazienza se nella Nostra vita sono stemperate dal finale, poco realistico anche in un paese familista. Luchetti firma il suo miglior lavoro ed è giusto che esso sia in concorso al Festival di Cannes. Se il film durasse un'ora e venti, sopprimendo personaggi superflui, il quadro della prospera miseria morale nazionale sarebbe più asciutto. Comunque Germano ha la faccia e ormai l'esperienza per un personaggio sofferente e rude, che ha perso la moglie e vuol compensare i figli col denaro.

di Maurizio Cabona Il Giornale

Cast: Con Elio Germano, Raoul Bova, Luca Zingaretti, Isabella Ragonese, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Awa Ly, Alina Madalina Berzunteanu, Marius Ignat, Emiliano Campagnola

Regia: Daniele Luchetti

Genere: Commedia

Durata: 95'

Paese (anno): Italia (2010)

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