DEPARTURES
Proiezioni
- Martedì 03/08 ore 11:10 - 4.00
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Martedì 07/09 ore 21:00 - € 4,00
Il film, annullato il 3 agosto a causa tempesta, viene recuperato questa sera, martedì 7 settembre, alle ore 21 al Bloom.
NON viene proiettato FANTASIC MR FOX.
Daigo Kobayashi è un violoncellista la cui orchestra si è sciolta, lasciandolo senza lavoro. Stanco e privo di speranza, decide di fare ritorno insieme alla moglie alla sua città natale, con l'intento di ricominciare una nuova vita. La ottiene un incarico come nokanshi, praticamente un becchino. Il suo lavoro consiste nel prendersi cura dei corpi delle persone decedute, pulendoli, sistemandoli e collocandoli nella loro bara, per accompagnarli nell'altro mondo nella miglior modo possibile. Nonostante la moglie e i vicini non nutrano molta stima per ciò che fa, Daigo scopre in questo suo nuovo lavoro ciò che mancava alla sua vita.
Recensioni
Si muovono eleganti e precise le dita di Daigo sui corpi inerti che prepara per l'aldilà; dita esperte e attente, passate senza preavviso dagli spartiti alle dipartite. Neoimpiegato presso l'agenzia funebre NK, il violoncellista rimasto senza orchestra trova una platea più affezionata nei parenti dei cari estinti che si prodiga a preparare per "l'ultimo viaggio": una cerimonia che ha i ritmi confortanti del rituale e funge da balsamo dell'anima per chi assiste, ma anche per chi la conduce. Come l'anziano e laconico capo dell'agenzia (i cui pasti, da quando è morta la moglie, sono «tristemente buoni»), Daigo esorcizza le paure con il nuovo mestiere e si scopre abile nel maneggiare i cadaveri quanto e più che nel far vibrare le corde del violoncello. Ridere della morte è un esercizio liberatorio per dissacrare l'aura inesorabile che ammanta la nostra natura terrena; ben venga allora il tocco lieve e ironico di Departures, che infrange il tabù e fin dall'incipit fa dirompere nella solennità della cerimonia funebre la carica irriverente del grottesco. Non soltanto si ride, nel film straniero vincitore dell'Oscar nel 2009; Yojiro Takita si giostra fra tempi (e volti) strettamente comici e le ampie panoramiche del dolore e del rimpianto. L'autore, legato a una sterminata produzione di pinku eiga (i softcore erotici giapponesi), passa qui dal rituale del sesso a quello della vestizione funebre, con la disinvoltura di chi è abituato a occuparsi di corpi e porzioni di pelle scoperta; conosce i confini del pudore e il peso specifico delle membra affidate alle mani di altri. I movimenti con cui Daigo si adopera per pulire, vestire e truccare i defunti incantano come un gioco di prestigio e compiono il miracolo della vera catarsi; nell'armonia riprodotta dalle spoglie irrigidite si consuma l'addio dei familiari alla persona amata, che lascia libero corso alle emozioni. Come nella toccante sequenza finale, la morte funge da messa a fuoco dei sentimenti, da lente attraverso cui rivedere la propria vita e trovare un senso dove pareva non esserci.
di Ilaria Feole, FilmTv
Sconfitti ma non rassegnati, abbattuti da furbe commediole o da giganteschi 3D, alcuni appassionati (ormai in estinzione e sbeffeggiati) di bel cinema, osano: andate a vedere Departures! Quando l' anno scorso vinse l' Oscar al miglior film straniero, battendo opere importanti come l' israeliano Valzer con Bashir e il francese La classe, quei pochi eletti ne sapevano qualcosa, e si pensò a una bizzarria hollywodiana. È vero, è un film giapponese, genere non più di moda dagli anni 70; è vero, i cadaveri sono apprezzati solo nei film horror soprattutto nel ruolo di morti viventi, mentre qui appaiono come defunti reali, al centro del dolore delle persone care, e da noi sarà tutto un toccarsi. Ma quell' Oscar l' ha meritato, come anche il premio dell' audience all' ultimo Far East Film Festival di Udine. L' orchestra sinfonica dove il giovane Daigo suona il violoncello viene sciolta e lui è costretto a tornare con l' amata moglie Mika nella cittadina natale, che gli ricorda il dolore infantile per l' abbandono del padre. Daigo risponde all' inserzione di un' agenzia che cerca "accompagnatori", ma si tratta di un turismo particolare, l' ultimo viaggio oltre i cancelli della vita, e l' accompagnatore è colui che officia un rito laico sul corpo del defunto, prima di deporlo nella bara e cremarlo. È uno strano spettacolo di grazia struggente, di amorevole cura e rispetto, di gesti rapidi, espertie affettuosi, che danno alla morte, sempre chiamata viaggio, non l' idea di fine ma di passaggio, di continuità con la vita. Non ha nulla del funerale religioso ed avviene in luoghi pieni di luce, di fiori e broccati bianchi. L' abilità dell' "accompagnatore" è quella di svestire, lavare, comporre, rivestire con un ricco chimono il corpo, senza mostrarne a chi assiste neppure un centimetro di pelle. Alla sua prima volta come officiante, Daigo, lavando il corpo di una bella ragazza suicida, tocca all' inguine qualcosa di imprevisto: ai genitori disperati chiede, volete che la trucchi da donna o da uomo? Da donna, risponde il padre finalmente riconciliato con quel figlio perduto. Dapprima nauseato (il primo cadavere che avvicina è quello di una vecchia morta due settimane prima), a poco a poco Daigo è preso dall' armonia di quegli addii cui è lui, con la sua abilità gentile, a dare dignità e bellezza. Il mestiere però è impuro, gli amici non lo salutano più, la moglie lo lascia. Poi tutto poi si ricompone in un nuovo viaggio d' addio che ripara ogni ferita del passato. Il regista, di cui nulla so, è Yojiro Takita, gli attori, attraenti, hanno nomi che non si ricordano, si resta incantati e commossi da questa visione poetica e lieve della morte, dal rispetto delle tradizioni che rendono sontuosa la modernità, e dai tanti inchini e modi cortesi che sono stati cancellati dal nostro modo di vivere.
di Natalia Aspesi La Repubblica, 10 aprile 2010
Cast: Con Masahiro Motoki, Tsutomu Yamazaki, Ryoko Hirosue, Kazuko Yoshiyuki, Kimiko Yo, Takashi Sasano, Tôru Minegishi, Tetta Sugimoto, Yukiko Tachibana, Tatsuo Yamada
Regia: Yojiro Takita
Genere: Drammatico
Durata: 130'
Paese (anno): Giappone (2008)
La sala cinematografica del Bloom: un gioiellino tutto rosso..
Megasale, multisale, fantasale. Prenotazioni da casa, selezione all'ingresso. 1000 posti, tutti numerati, tutti a sedere. Effetti visivi, effetti olfattivi, effetti termici.
Schermi giganti, schermi avvolgenti. Dolby, stereo digitale. Occhiali 3D, fibre ottiche. Poltrone ergonomiche, poltrone doppie. Poggiapiedi regolabili, braccioli porta bevande. Foyer di marmo rosa, tappeti di velluto blu.
Maschere strafighe, bigliettai in giacca e cravatta. Bibite giganti, bibite macrobiotiche, bibite analcoliche. Noccioline, pop-corn salati, pop-corn dolci.
Prime, anteprime, primissime. Quaranta minuti di pubblicità.. e poi un film di merda?!?
Se invece pensate che destra e sinistra non siano la stessa cosa.
Se sostenete che Hollywood non sia tutto il cinema del mondo. Se le differenze vi incuriosiscono e il diverso non vi fa paura perchè credete che siano le cose e le persone diverse a generare la bellezza del mondo, ecco, allora provate BloomCinema: film indipendenti (ma non solo), film di qualità, corti d'autore, documenti filmati, rassegne, incontri con i registi.
BloomCinema: una birra, un film e settantadue poltroncine. Tutte rosse.