HAPPY FAMILY
Proiezioni
- Martedì 25/05 ore 21:30 - € 4,50/3,50
- Mercoledì 26/05 ore 21:30 - € 4,50/3,50
- Giovedì 27/05 ore 20:30 - € 3,00
- Venerdì 28/05 ore 20:30 - € 4,50/3,50
- Sabato 29/05 ore 20:30 - € 5,00
- Domenica 30/05 ore 21:30 - € 4,50/3,50
Trama
Due famiglie incrociano i destini a causa dei figli sedicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati. In poche parole, due famiglie di oggi, che sfuggono alle catalogazioni e alle etichette, in evoluzione continua, in equilibrio precario, vive, felici e confuse.
Il regista
Gabriele Salvatores è nato a Napoli il 30 luglio 1950, ma si è trasferito giovanissimo a Milano. Diplomato all'Accademia d'arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano e tra i fondatori, nel 1972, del Teatro dell'Elfo per il quale realizza, nel corso di dieci anni, ventuno spettacoli. Il successo del musical tratto da Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare lo porta a dirigere il lungometraggio Sogno di una notte d'estate che nel 1983 vince un premio alla Mostra del Cinema di Venezia.
Filmografia
- Happy family(regia, sceneggiatura) 2010
- Come Dio comanda(regia, sceneggiatura) 2008
- Quo vadis baby?(regia, sceneggiatura) 2005
- Io non ho paura(regia) 2003
- Amnèsia(regia, sceneggiatura) 2001
- Denti(regia, sceneggiatura) 2000
- Nirvana(regia) 1997
- Sud(regia) 1993
- Puerto Escondido(regia) 1992
- Mediterraneo(regia) 1991
- Marrakech Express(regia) 1989
- Turné(regia) 1989
- Kamikazen - Ultima notte a Milano(regia) 1987
- Sogno di una notte d'estate(regia) 1983
Recensioni
Lontano dal grottesco Made in Italy come dal barzellettismo del cinepanettone, Salvatores (e il suo produttore, Maurizio Totti) provano ad aprire la finestra e a portare aria nuova nella sala da pranzo dei film italiani. Quando ha tra le mani un copione di buona costruzione (suo e di Alessandro Genovesi), ricco di spigoli e battute, e un team di attori affiatati (la Buy, come spesso le accade, primeggia), il regista di Mediterraneo raramente non centra lo specchio della porta. E così lo fa anche con queste sue famiglie, di adulti smarriti e adolescenti atterriti, in cui non c'è una sola uscita di Abatantuono che non regali un attimo di esplosiva gaiezza. Allora anche la bella luce di Petriccione sembra parlare una lingua meno provinciale del nostro italiano cinematografico.
Mario sesti - FilmTV
Più unico che raro, Gabriele Salvatores è un regista italiano che non detesta il caos del mondo. Anzi. 'Happy Family' adotta la nostra vita caotica senza moralismi alla Verdone
(...continua...) Lietta Tornabuoni - Testata: L'espresso
Salta agli occhi la ricercatezza dell'impianto visivo: ogni situazione un colore. È un film coloratissimo e questa sua caratterizzazione cromatica risulta determinante nel formarne il tono, lo spirito. ...
(...continua...) Paolo D'Agostini - Testata: la Repubblica
(...) Happy family è una delizia. E' molto lieve, molto breve e si beve come un calice di vino frizzante doc. (...)
Alberto Crespi - Testata: l'Unità
(...) La confezione è smagliante (...). Le scenografie, i costumi, la fotografia sono sfarzosi e curati come di rado accade nel cinema italiano. Perfino la Milano d'estate - sempre ripresa da sotto in su, c'è anche un gabbiano - fa la sua bella figura. Abbiamo fatto più fatica a reggere Chopin sulle immagini della città di notte. E pure certe conversazioni sull'esistenza, la durata delle cose, il mare, le sedie, il senso della vita. Messe lì per impreziosire una trama esile, quasi impalpabile.
Mariarosa Mancuso - Testata: Il Foglio
(...) Happy Family fa riflettere e dà un'impressione di leggerezza, grazia e letizia. Manda in estasi con la sua colonna sonora quasi tutta Simon & Garfunkel, col suo finale che consente ad altre storie di cominciare e andare avanti, prima del sipario.
La Stampa - Testata: La Stampa
(...) Chi andrà lo stesso a a vedera Happy Family, noterà poi una serie di luoghi comuni e figure logore, tipiche da serie tv, un alveo dove tutto deve essere consueto e rassicurante (...).
Il resto del film è una catena di spot che non fanno né ridere, né piangere e di passeggiate in bicicletta e in auto (cabriolet) per la Milano di una domenica mattina (presto) d'agosto, il momento in cui si girano gli esterni dei film. Dando un ulteriore tocco di fasullo ambientale al fasullo della storiella.
Maurizio Cabona - Testata: il Giornale
(...) E' probabile che Happy family piacerà al grande pubblico, il che non guasta di questi tempi. e tuttavia suona quasi come un boomerang la frase messa in bocca a uno dei personaggi: "Non si può prendere in giro la gente, nei film come nella vita". Già, non si dovrebbe. (...)
Michele Anselmi - Testata: Il Riformista
(...) Salvatores è un ottimo direttore di attori e il cast regala momenti di divertimento e di ilarità (con Abatantuono e la Signoris su tutti), il direttore della fotografia Italo Petriccione riesce a far sembrare inedite certe atmosfere milanesi ma alla fine il sentimento dominante è quello che ti prende davanti all'arredamento troppo alla moda del loft dove vive Ezio: sembra di essere capitato all'interno di un servizio per riviste di arredamento, dove c'è tutto ce qu'il faut ma manca una cosa fondamentale: la vita!
Paolo Mereghetti - Testata: Il corriere della sera
Cast: Fabio De Luigi, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Carla Signoris, Valeria Bilello, Gianmaria Biancuzzi, Corinna Agustoni, Alice Croci, Sandra Milo
Regia: Gabriele Salvatores
Genere: commedia
Durata: 90'
Paese (anno): ITALIA (2010)
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Prime, anteprime, primissime. Quaranta minuti di pubblicità.. e poi un film di merda?!?
Se invece pensate che destra e sinistra non siano la stessa cosa.
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