L'UOMO CHE VERRA'
Sinossi
Inverno 1943. Martina, unica figlia di una povera famiglia di contadini, ha 8 anni e vive alle pendici di Monte Sole. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. La mamma rimane nuovamente incinta e Martina vive nell'attesa del bambino che nascerà, mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile, stretti fra le brigate partigiane e l'avanzare dei nazisti. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il bambino viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.
Il Regista
Giorgio Dritti, regista, sceneggiatore e montatore é nato a Bologna il 21 dicembre 1959.
Si forma lavorando al fianco di vari autori italiani (Lizzani, Wetmuller, Vancini), ed in particolare Pupi Avati, con cui collabora in vari film. In ambito cinematografico il suo primo cortometraggio, "Cappello da Marinaio" (1990) è stato selezionato in concorso a numerosi festival internazionali, tra cui quello di Clermont-Ferrand. Nel 1993 ha realizzato "Quasi un Anno", film per la TV prodotto da Ipotesi Cinema e RAI 1. Il suo film d'esordio, "Il Vento fa il suo Giro" (2005), partecipa ad oltre 60 festival nazionali ed internazionali, vincendo oltre 36 premi. Riceve 5 candidature ai David di Donatello 2008 (fra cui Miglior Film, Miglior Regista Esordiente, Miglior Produttore e Migliore Sceneggiatura) e 4 candidature ai Nastri D'argento 2008. Il film inoltre diventa un "caso nazionale", restando in programmazione al Cinema Mexico di Milano per più di un anno e mezzo.
Recensioni
(...) oltre a una esauriente spiegazione di come andarono i fatti il film di Giorgio Diritti ci offre una attendibile interpretazione dei riti della civiltà contadina, la sua "immersione" in una natura sospesa tra il selvatico e il "coltivato", nutrita da un dialetto dalle cadenze aspre: una visione frutto di cultura (anche cinematografica) commossa e commovente.
Francesco Bolzoni - Avvenire
(...) L'uomo che verrà è un bel film (...). La sobrietà rispettosa e realistica, perfino nella tragedia disumana della strage, la grandezza morale dei protagonisti, la bravura degli interpreti (Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Claudio Casadio), la bellezza indifferente della campagna e delle nebbie e dei diluvi rendono il film ammirevole.
Lietta Tornabuoni - La Stampa
(...) Dove il film di Diritti si rende la vita difficile è dal lato spettacolo. È vero che la vita di campagna è scandita dalle stagioni, non dai minuti, come la vita di città. Ma è qui che vive chi dovrebbe vedere il film. Difficile mostrare la monotonia, prima del dramma, senza annoiare? Basterebbe sfrondare il film, che è di due ore.
Maurizio Cabona - il Giornale
Cast: Claudio Casadio, Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Vito, Tom Sommerlatte, Eleonora Mazzoni, Raffaele Zabban, Orfeo Orlando, Diego Pagotto
Regia: Giorgio Diritti
Genere: drammatico
Durata: 117'
Paese (anno): ItaliaGiorgio Diritti (2009)
La sala cinematografica del Bloom: un gioiellino tutto rosso..
Megasale, multisale, fantasale. Prenotazioni da casa, selezione all'ingresso. 1000 posti, tutti numerati, tutti a sedere. Effetti visivi, effetti olfattivi, effetti termici.
Schermi giganti, schermi avvolgenti. Dolby, stereo digitale. Occhiali 3D, fibre ottiche. Poltrone ergonomiche, poltrone doppie. Poggiapiedi regolabili, braccioli porta bevande. Foyer di marmo rosa, tappeti di velluto blu.
Maschere strafighe, bigliettai in giacca e cravatta. Bibite giganti, bibite macrobiotiche, bibite analcoliche. Noccioline, pop-corn salati, pop-corn dolci.
Prime, anteprime, primissime. Quaranta minuti di pubblicità.. e poi un film di merda?!?
Se invece pensate che destra e sinistra non siano la stessa cosa.
Se sostenete che Hollywood non sia tutto il cinema del mondo. Se le differenze vi incuriosiscono e il diverso non vi fa paura perchè credete che siano le cose e le persone diverse a generare la bellezza del mondo, ecco, allora provate BloomCinema: film indipendenti (ma non solo), film di qualità, corti d'autore, documenti filmati, rassegne, incontri con i registi.
BloomCinema: una birra, un film e settantadue poltroncine. Tutte rosse.