Cinema

>> Cinema

INVICTUS

INVICTUS

Sinossi

1995: Nelson Mandela (Morgan Freeman) guida il Sudafrica, finalmente uscito dal buio periodo dell'apartheid. Un evento sportivo eccezionale potrebbe portare il Paese a una svolta per lasciarsi alle spalle le sofferenze della segregazione razziale e riunire per la prima volta bianchi e neri: la Coppa del mondo di rugby. Le speranza di vittoria e di riscatto sono nelle mani del capitano della nazionale, François Pienaar (Matt Damon).

Recensioni

Mandela, materializzato nei gesti soavi da Morgan Freeman, l'attore militante e amico che ha proposto a Clint Eastwood il progetto (tratto dal libro di John Carlin Playing the Enemy), attraversa il film tra l'entusiasmo dei neri e il rifiuto dei bianchi, la minoranza che aspetta la vendetta. Allenatore appassionato, gettato nella mischia degli Springboks capitanati dal biondissimo Francois Pienaar (Matt Damon) Eastwood coniuga il film d'azione con l'atmosfera rarefatta, il rigore fordiano, la leggerezza di tocco..

Mariuccia Ciotta – FilmTv.it

(...) il film finisce per imboccare la strada di una biografia politica fin troppo esemplare. Anche perché la scelta di accennare solo fugacemente ai tanti problemi che Mandela si trovò ad affrontare (da quelli familiari a quelli sociali e politici) se è comprensibile da parte di un regista sempre molto «pragmatico» e per niente «ideologico », finisce comunque per togliere forza e tensione allo spettacolo.

Paolo Mereghetti, Corriere della sera

L'esordiente Achache coglie il cuore de "L'eleganza del riccio", l'elegia dell'ascolto dell'altro che avvia il dinamismo emozionale e permette la vita, ma anche i suoi limiti, un esasperante esibizionismo culturale e una storia compiaciuta della propria sottigliezza, che confeziona meticolosamente e inverosimilmente "caso", dialoghi e monologhi. Il film come il romanzo rivela magnifici lampi nel grigio, che ci sollevano dalla mediocrità del cinema e delle letteratura contemporanea ma che non bastano a proiettarci al livello delle sue esperienze più dense di significato.

Marzia Gandolfi, Mymovies

'Invictus' perde la sua natura fin troppo edificante (del resto sarebbe stato difficile esercitare ironia e critica verso un uomo simile) quando filma le molte sequenze sportive. Si sa che il rugby è forse lo sport più fotogenico al mondo, che ne esistono infatti immagini bellissime: però gli scontri, le corse, i tiri altissimi, le sconfitte e le vittorie, la fatica e il coraggio, la brutalità e il bisogno di vincere non erano mai stati filmati con altrettanta forza, velocità, violenza, scatto, entusiasmo. Eastwood è pure coproduttore del film; il protagonista Morgan Freeman, così pacatamente elegante, è produttore esecutivo: 'Invictus' è un raro caso di kolossal d'autore, girato a Cape Town, Johannesburg e comunque tutto in Sudafrica, in cui gli autori hanno potuto fare quello che volevano.

Lietta Tornabuoni - Testata: L'espresso

(...)Per apprezzare Invictus amare il rugby non è indispensabile, ma aiuta. Aiuterebbe anche non avere una visione talebana del cinema e non essere obnubilati dalla vecchia «politica degli Autori» (ancora!?) inventata dalla Nouvelle Vague negli anni '50: lo diciamo perché, alle proiezioni-stampa, c'era puzza... di puzza sotto il naso, di riflessioni del tipo «non sembra un film di Clint Eastwood», è diverso da Gran Torino e da Mystic River... Se è per questo, Gran Torino è molto diverso dai film dell'ispettore Callaghan, dei quali però costituisce una rilettura a distanza di decenni; e l'unico modo di indurre il vecchio Clint ad estrarre ancora la 44 Magnum sarebbe definirlo, appunto, un «Autore». Invictus è un film «di» Morgan Freeman. È l'attore che ha conosciuto di persona Nelson Mandela, che ha sognato per una vita di interpretarlo, che ha cullato per anni questo progetto e che aveva, in quanto afroamericano, ottimi motivi per farlo. Poi, al momento di scegliere un regista, Freeman ha contattato il migliore, con il quale aveva due magnifici precedenti (Gli spietati e Million Dollar Baby). Il migliore, cioè Clint, ha detto di sì. Detto questo, Eastwood, si è impossessato della materia allestendola in modo magistrale. (...)

Alberto Crespi, l'Unità

Cast: Matt Damon, Morgan Freeman, Scott Eastwood, Robert Hobbs, Bonnie Henna, Langley Kirkwood, Grant Roberts, Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern, Julian Lewis Jones

Regia: Clint Eastwood

Genere: Drammatico

Durata: 134'

Paese (anno): USA (2009)

Bookmark and Share

La sala cinematografica del Bloom: un gioiellino tutto rosso..

Megasale, multisale, fantasale. Prenotazioni da casa, selezione all'ingresso. 1000 posti, tutti numerati, tutti a sedere. Effetti visivi, effetti olfattivi, effetti termici.

Schermi giganti, schermi avvolgenti. Dolby, stereo digitale. Occhiali 3D, fibre ottiche. Poltrone ergonomiche, poltrone doppie. Poggiapiedi regolabili, braccioli porta bevande. Foyer di marmo rosa, tappeti di velluto blu.

Maschere strafighe, bigliettai in giacca e cravatta. Bibite giganti, bibite macrobiotiche, bibite analcoliche. Noccioline, pop-corn salati, pop-corn dolci.

Prime, anteprime, primissime. Quaranta minuti di pubblicità.. e poi un film di merda?!?

Se invece pensate che destra e sinistra non siano la stessa cosa.

Se sostenete che Hollywood non sia tutto il cinema del mondo. Se le differenze vi incuriosiscono e il diverso non vi fa paura perchè credete che siano le cose e le persone diverse a generare la bellezza del mondo, ecco, allora provate BloomCinema: film indipendenti (ma non solo), film di qualità, corti d'autore, documenti filmati, rassegne, incontri con i registi.

BloomCinema: una birra, un film e settantadue poltroncine. Tutte rosse.